Donatrici di ovuli

_Donatrici-di-ovuliAl contrario delle madri surrogate, le donatrici di ovuli apportano il 50% del patrimonio genetico del futuro bambino, perciò i requisiti sono sottoposti ad una più attenta selezione
da parte delle agenzie, che hanno a disposizione una gran quantità di profili di ogni tipo,  così come una molteplicità di possibili combinazioni interraziali.

Tutti i profili delle donatrici di ovuli comprendono:

- storia medico-famigliare di oltre 3 generazioni.
- storico ostetrico, qualora fosse necessario.
- valutazione psicologica.
- sintesi della sua assicurazione medica.
- ogni tipo di riferimenti educativi e inclinazioni. Interessi personali, hobbies e obiettivi personali.
- foto della donatrice di ovuli e/o madre surrogata (nel caso di inseminazione artificiale) e della sua famiglia.

Le donatrici di ovuli devono sottoporsi a valutazioni psicosociali, studi psicologici completi,  test medici e qualsiasi altro tipo di controllo straordinario che i futuri genitori ritengano
opportuno. Molte di loro, quasi la maggioranza, preferiscono rimanere nell’anonimato però,  le poche che non lo fanno incontrano volentieri i futuri genitori.
L’esauriente processo di selezione delle donatrici di ovuli da parte delle agenzie che le assumono, mira a garantire un elevato successo al momento della stimolazione ovarica,
che consiste nell’indurre una ovulazione multipla mediante medicinali a base di ormoni.

Selezione delle donatrici
Quando una donna decide di donare i propri ovuli, si sottopone a un processo di selezione finalizzato a garantire la propria candidatura al processo. Per donare gli ovuli, una donna
generalmente deve avere tra i 21 e i 34 anni. Il processo di selezione è completo sotto ogni aspetto, visto che la donatrice di ovuli deve superare dei test rigorosi con componenti
fisiche, giuridiche, psicologiche ed emozionali. Le donne che pensano alla donazione di  ovuli devono sottoporsi a un esame medico, a una valutazione psicologica e a una
valutazione delle proprie caratteristiche fisiche e della propria personalità.

Valutazione medica: La valutazione medica iniziale consiste in un esame fisico, compreso un esame pelvico, esami del sangue, test per verificare l’esistenza di  malattie infettive ed ereditarie o disturbi mentali e la misura dei livelli ormonali.  Questi test sono studiati per individuare quelle preesistenti condizioni di salute che
possono influire sulla candidatura di una donna per la donazione degli ovuli.

Storia di famiglia: Se non presenta problemi medici familiari, la futura donatrice completa un questionario dettagliato sulla cartella clinica e psicologica della sua
famiglia, oltre che sul proprio stile di vita e sull’eventuale consumo di sostanze stupefacenti. Con questi test si cerca di scartare l’esistenza di possibili problemi
genetici e rischi per la salute che potrebbero far cadere la candidatura della donna per la donazione degli ovuli.

Valutazione psicologica:  La donazione di ovuli può implicare complesse questioni etiche, emozionali e sociali per le candidate. È di vitale importanza che le donne
che desiderano donare gli ovuli si trovino in uno stato psicologico ed emotivo stabile per far fronte alle diverse situazioni che si presenteranno durante tutto il processo.
La valutazione psicologica è stata studiata per aiutare una donna a capire la sua posizione sulla donazione degli ovuli, prevenire un trauma emotivo, affrontare le
sue preoccupazioni durante il processo e contribuire a garantire che possa adempiere ai propri obblighi per il beneficiario.

Valutazione delle caratteristiche personali: le caratteristiche personali della donatrice sono valutate al fine di fornire ai potenziali beneficiari la comprensione di  tutte le possibili caratteristiche genetiche del feto. Le caratteristiche fisiche più importanti al momento di realizzare una scelta sono: statura, peso, razza, colore degli occhi, quoziente intellettivo, interessi. Queste caratteristiche si raccolgono in un profilo che in seguito aiuterà i futuri genitori a fare la loro scelta sulla donatrice di  ovuli.

1. – Selezione delle donatrici di ovuli per i beneficiari

Una volta stabilito, attraverso un completo processo di selezione, che la candidata è adatta per donare i propri ovuli, saranno i futuri genitori che procederanno alla sua scelta.
Alcuni optano per la scelta della loro donatrice in base al profilo, mentre altri scelgono l’opzione di una donatrice conosciuta. La scelta della donatrice è un processo complesso
in cui tutti i diversi fattori hanno importanza.

Alcuni di questi fattori comprendono:

Età: in proporzione al fatto che in una donna che si avvicini ai 30 anni d’età la qualità degli ovuli diminuisce, riducendo potenzialmente le possibilità di successo.

Fisico e caratteristiche della personalità: i beneficiari potranno basare la loro scelta o sulla personalità della donatrice o sui tratti fisici che possono essere trasmessi ai bambini, compresa l’origine etnica o culturale e il quoziente intellettivo.

Disponibilità a future donazioni: la volontà di una donatrice a ripetere nuovamente in futuro il proprio apporto di ovuli è importante per i beneficiari che desiderino che i loro figli siano fratelli biologici.

Le malattie infettive o genetiche: una delle differenze tra una malattia infettiva e una genetica è che la prima si può trasmettere dalla donatrice fino alla ricevente (madre surrogata) mentre la malattia genetica si trasmette dalla donatrice di ovuli al  bambino.

Processo di identificazione
Non si rivelano le informazioni personali della donatrice (nome e cognome, indirizzo,  lavoro, numero di assicurazione, numero di patente) ai pazienti né ai bambini che nascano
come il risultano di questo processo di donazione, a meno che la donatrice lo permetta
espressamente.

Documentazione legale
Una volta che i futuri genitori abbiano scelto la donatrice e si approvi l’estrazione dell’ovulo, è necessario firmare alcuni documenti legali che descrivono la retribuzione e le
condizioni del processo di donazione. In questi, la donatrice rinuncia ad ogni diritto di maternità su tutti gli embrioni che si creino o sui bambini che nascano come risultato della
donazione dei suoi ovuli. Non riceverà alcuni tipo di informazione circa l’identità dei  bambini né degli embrioni.

Anticoncezionali
E’ importante che utilizzi un metodo anticoncezionale che sia efficace o che si astenga dall’avere relazioni sessuali nel corso del mese in cui si effettuerà l’estrazione degli ovuli. Il proposito di questa misura cautelare è evitare una possibile gravidanza e che contragga malattie trasmissibili sessualmente.

2. – Il processo di donazione degli ovuli

Una volta che una candidata viene scelta per donare gli ovuli, si sottopone a un procedimento per sincronizzare il proprio ciclo mestruale con quello della futura madre o della madre surrogata. In seguito, le si danno ormoni per stimolare le sue ovaie al fine di  aumentare il numero di ovuli prodotti. Anche se ogni singolo caso è diverso, il processo di
donazione di ovuli normalmente dura approssimativamente circa 2 o 3 mesi: un paio di  settimane per il rilevamento, un altro paio di settimane per la sincronizzazione mestruale, approssimativamente 10 giorni per la stimolazione ovarica e un giorno di recupero per  l’intervento chirurgico.

Sincronizzazione: per sincronizzare i cicli mestruali della donatrice e della ricevente, la donatrice smette di assumere le pillole anticoncezionali e mediante l’iniezione di ormoni si
procede con la sincronizzazione di entrambi i cicli. Durante la sincronizzazione è possibile che le donatrici possano provare sintomi simili a quelli della menopausa come sensazioni
di soffocamento, fatica, tensione mammaria, gonfiore e cambi d’umore.

La stimolazione delle donatrici: una volta che i cicli si sincronizzano, alla donatrice si iniettano alte dosi di ormoni che stimolano le sue ovaie alla produzione di vari ovuli per
volta. La donatrice deve iniettarsi gli ormoni sotto pelle o intramuscolo una volta al giorno per una decina di giorni.
Le donatrici sono controllate mediante continue ecografie per seguire i suoi progressi ed evitare una sovrastimolazione ovarica. I sintomi durante la stimolazione possono essere
simili a quelli che avvengono durante la sincronizzazione. Le donatrici che avvertono dolore addominale, sbalzi di pressione e infiammazioni devono contattare immediatamente il proprio specialista di infertilità, perchè questi possono essere sintomi di una complicazione più grave (sindrome da iperstimolazione ovarica).

L’estrazione degli ovuli: quando gli ovuli sono pronti per l’estrazione, si sottopone la donatrice a un piccolo intervento chirurgico che dura una trentina di minuti. Una volta che
l’anestesia abbia fatto effetto, una sottile sonda si inserisce nel collo dell’utero, all’interno del quale un ago molto piccolo si inserisce in ogni follicolo. Gli ovuli vengono prelevati dai
follicoli mediante un lieve risucchio. Dopo l’intervento chirurgico, le donatrici devono riposare per il resto del giorno. In quel preciso istante, gli ovuli vengono fecondati con lo
sperma mediante il processo di fecondazione in vitro.

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